Modi semplici per iniziare una pagina quando hai la mente vuota, troppi pensieri o fai fatica a trovare le parole.
Apri il diario, scrivi la data e aspetti.
Non ti viene in mente nulla.
Può succedere anche dopo una giornata in cui hai pensato continuamente. Hai decisioni da prendere, conversazioni che tornano in mente, cose da fare e pensieri lasciati a metà, ma appena provi a metterli in parole sembrano scomparire.
Non significa che non hai nulla da scrivere.
Spesso il problema è che stai partendo da una domanda troppo grande. Cerchi di raccontare l’intera giornata, capire come ti senti o trovare qualcosa di significativo da dire prima ancora di avere scritto una riga.
Una pagina di diario non deve cominciare dalla cosa più importante.
Può cominciare da quella più vicina.
Parti da ciò che è più vicino, non da ciò che è più profondo
Quando non sai che cosa scrivere, evita di iniziare da domande troppo ampie, come:
- Come mi sento?
- Che cosa sta succedendo nella mia vita?
- Che cosa voglio davvero?
- Che cosa dovrei fare adesso?
Nel momento giusto possono essere domande utili, ma quando sei stanca o distratta rischiano di sembrarti troppo difficili.
- Parti da qualcosa di più piccolo e concreto:
- A che cosa continuo a pensare da questa mattina?
- Quale momento di oggi mi è rimasto in mente?
- Che cosa stavo per dire, ma ho lasciato perdere?
- Che cosa sto aspettando con piacere?
- Di che cosa sto evitando di occuparmi?
- Che cosa mi è sembrato leggermente diverso oggi?
Non devi già sapere perché qualcosa è importante. Parti dal dettaglio e lascia che il significato emerga mentre scrivi.
Quando hai troppi pensieri
Avere la mente molto impegnata può rendere la scrittura sorprendentemente difficile.
Ci sono troppe cose che richiedono la tua attenzione e non riesci a decidere da quale partire. Invece di cercare l’argomento più importante, scrivi tutto ciò che è presente in quel momento.
Comincia da questa domanda:
Che cosa continua a occupare i miei pensieri in questo momento?
Fai una lista veloce, senza spiegare nulla.
Per esempio:
- il messaggio a cui devo ancora rispondere;
- il dubbio di avere preso la decisione giusta;
- una cosa che ha detto mia sorella;
- l’appuntamento della prossima settimana;
- il fatto che sono più stanca del solito;
- quello che devo comprare per cena.
Poi rileggi la lista e osserva quale voce senti più carica.
Potrebbe non essere la più urgente o la più importante dal punto di vista pratico. Potrebbe essere semplicemente quella a cui continui a tornare.
Scrivi qualche riga partendo da lì.
Non stai cercando di liberare completamente la mente. Stai dando un posto a ogni pensiero, così da riconoscere quale di questi sta davvero chiedendo la tua attenzione.
Quando non è successo nulla di importante
Non tutte le pagine devono raccontare un cambiamento, una conversazione difficile o una nuova consapevolezza.
Anche le giornate più normali contengono qualcosa da scrivere.
Potresti raccontare:
- i dieci minuti migliori della giornata;
- un luogo davanti al quale sei passata;
- qualcosa che hai notato in un’altra persona;
- che cosa hai mangiato quando finalmente ti è venuta fame;
- un piccolo contrattempo che ha cambiato il tuo umore;
- qualcosa che ha reso la giornata più semplice;
- il momento in cui non vedevi l’ora che la giornata finisse;
- un dettaglio che probabilmente avresti dimenticato entro la prossima settimana.
Prova a iniziare così:
Un piccolo momento di oggi che voglio ricordare è…
Non deve essere un momento bello o particolarmente significativo. Potrebbe essere la luce in cucina, un messaggio che ti ha fatto ridere o quei pochi minuti di silenzio prima che tutti tornassero a casa.
Scrivere della vita quotidiana ti aiuta a vedere di che cosa sono fatte davvero le tue giornate, invece di ricordare soltanto gli avvenimenti più evidenti.
Quando qualcosa continua a infastidirti
Puoi sapere che una situazione ti ha lasciato qualcosa senza avere ancora capito esattamente che cosa ne pensi.
Invece di provare a spiegare tutto, torna a un momento preciso.
Puoi iniziare con:
- Il momento che continuo a ripensare è…
- Quello che mi ha infastidita non è stato soltanto…
- Avrei voluto dire…
- La parte che faccio ancora fatica ad accettare è…
- Quello che sto ancora cercando di capire è…
- Ho notato che sono diventata più silenziosa quando…
- Continuo a dirmi che non importa, ma…
Scegli la frase che ti sembra più facile da completare.
Nelle prime righe non devi essere equilibrata, ragionevole o sicura di ciò che pensi. Il diario può raccogliere la tua reazione immediata, prima che tu riesca a guardarla con maggiore attenzione.
La prima spiegazione potrebbe non essere quella definitiva. Potresti iniziare scrivendo di essere arrabbiata e accorgerti che sei soprattutto delusa. Potresti pensare di volere delle scuse e capire che ciò di cui hai davvero bisogno è chiarezza.
Lascia che la scrittura ti faccia cambiare idea.
Quando senti troppe cose ma non trovi le parole
Ci sono giorni in cui anche una domanda sembra chiederti troppo.
Potresti non avere voglia di analizzare la situazione, spiegare le tue emozioni o cercare un insegnamento. In quel caso, parti dall’osservazione, non dall’interpretazione.
Completa queste tre righe:
- Che cosa è successo:
- Che cosa ho notato:
- Che cosa mi è rimasto:
Per esempio:
- Che cosa è successo: Ho avuto una conversazione difficile al lavoro.
- Che cosa ho notato: Sono rimasta calma, ma ho sentito il corpo teso per tutto il pomeriggio.
- Che cosa mi è rimasto: La sensazione di avere accettato troppo in fretta.
Questa struttura ti aiuta a distinguere ciò che è accaduto da ciò che la situazione ha lasciato dentro di te.
Puoi anche fermarti qui. Non devi decidere che cosa fare ogni volta che scrivi.
Quando sei troppo stanca per scrivere a lungo
Una pagina di diario non deve trasformarsi ogni volta in una lunga riflessione.
Nei giorni in cui hai poche energie, scegli una forma più breve.
La pagina in tre righe
Scrivi:
- Qualcosa che mi ha richiesto più energie del previsto.
- Qualcosa che mi ha restituito un po’ di energia.
- Qualcosa che non voglio portare con me domani.
Oppure prova così:
- Oggi mi è sembrato…
- Avrei avuto bisogno di…
- Può aspettare fino a domani…
Le pagine brevi non valgono meno delle altre. Ti permettono di continuare a scrivere senza chiederti un’attenzione che in quel momento non hai.
Puoi anche scrivere una sola frase.
Non devi dimostrare di avere rispettato un’abitudine. Stai semplicemente lasciando una piccola traccia del punto in cui ti trovi.
Quando le giornate sembrano tutte uguali
A volte smetti di scrivere perché ogni pagina sembra ripetere quella precedente.
Sei stanca. Il lavoro continua a essere impegnativo. Una persona continua a irritarti. Stai ancora aspettando che qualcosa cambi.
La ripetizione non è necessariamente un problema, ma può indicare che hai bisogno di una domanda più precisa.
Invece di scrivere:
Perché mi sento ancora così?
Prova con:
- In quale momento questa sensazione diventa più forte?
- Che cosa la rende anche solo un po’ più sopportabile?
- Che cosa sto facendo poco prima che inizi?
- Su quale parte di questa situazione posso intervenire?
- Che cosa ho cominciato a considerare normale?
- Che cosa sono stanca di dover spiegare?
- Che cosa mi mancherebbe se questa situazione cambiasse?
Passare dal perché al quando, al dove, al che cosa o al chi spesso ti offre qualcosa di più concreto da osservare.
Potresti continuare a scrivere dello stesso argomento, ma guardandolo da una prospettiva diversa.
Quando non vuoi scrivere della cosa più evidente
A volte sai esattamente che cosa hai in mente, ma non vuoi ancora metterlo sulla pagina.
Puoi iniziare da altro.
Scrivi di:
- che cosa hai cucinato;
- ciò che stai leggendo;
- qualcosa che hai visto tornando a casa;
il tempo; - una stanza che vorresti cambiare;
- ciò che ti piacerebbe fare nel fine settimana;
- un ricordo tornato all’improvviso.
Scegliere di non affrontare un argomento per un giorno non significa essere poco sincera.
A volte scrivere intorno a qualcosa ti dà la distanza necessaria per tornarci in seguito. Altre volte hai semplicemente bisogno di una pagina che non ti chieda troppo.
Nel tuo diario possono trovare spazio sia le osservazioni quotidiane sia le verità più difficili.
Quando non scrivi da molto tempo
Non devi spiegare perché hai smesso né riassumere tutto ciò che è successo nel frattempo.
L’idea di dover recuperare ogni cosa può rendere il ritorno più difficile del primo inizio.
Scrivi la data e parti da oggi.
Prova con:
- La cosa che sento più presente in questo momento è…
- Dall’ultima volta che ho scritto, una cosa è diventata più chiara…
- Non voglio raccontare tutto quello che è successo, ma…
- Da tempo vorrei riuscire a mettere in parole…
- Oggi mi trovo qui…
Un diario non deve contenere un resoconto completo per avere valore.
Ci saranno pagine mancanti. Alcuni periodi importanti occuperanno soltanto poche righe, mentre un martedì qualunque potrebbe riempire diverse pagine.
Torna a scrivere senza doverti giustificare.
Parti da una frase che contiene già un movimento
Alcune frasi sono più facili da continuare perché contengono già una piccola tensione, una contraddizione o un cambiamento.
Prova a iniziare con:
- Pensavo che mi sarei sentita…, invece…
- Continuo a dire…, anche se…
- Una parte di me vorrebbe…, mentre un’altra…
- Non mi aspettavo…
- Sto iniziando a notare…
- Ho fatto finta che non mi importasse…
- Voglio ricordare…
- Sono stanca di ripetere…
- Stavo per…
- Ultimamente continuo a…
- Sarebbe più semplice se…
- La parte positiva è stata…
- Quello che non ho detto è…
Non scegliere la frase più bella. Scegli quella che ti fa venire subito in mente qualcosa.
Se la prima riga ti sembra poco riuscita, lasciala dov’è. Potrai cancellarla in seguito, ma potrebbe essere proprio la frase che permette alla pagina di cominciare davvero.
Continua con “perché”, “ma” oppure “eppure”
A volte riesci a scrivere una frase e subito dopo ti blocchi di nuovo.
Invece di cercare una nuova idea, prova ad allungare quella che hai già scritto.
Per esempio:
Questa settimana mi sento distratta perché sto aspettando una risposta.
Poi continua:
Ma sto anche usando l’attesa come motivo per non iniziare nient’altro.
Oppure:
Eppure oggi ci sono stati due momenti in cui me ne sono dimenticata completamente.
Queste piccole parole ti aiutano ad andare oltre la prima spiegazione.
Perché ti porta a nominare un motivo.
Ma introduce qualcosa che non coincide del tutto con ciò che hai appena scritto.
Eppure lascia spazio a una seconda verità.
Potresti scoprire che la parte più utile della pagina arriva dopo la prima risposta.
Fai una lista che ti mostri qualcosa
Le liste non devono contenere soltanto cose da fare o cose che ti piacciono.
Una buona lista per il diario può raccogliere dettagli intorno a un desiderio, una tensione o un comportamento che continua a ripetersi.
Prova a scrivere:
- Cose che continuo a rimandare senza un motivo preciso.
- Conversazioni che continuo ad avere nella mia testa.
- Piccole cose che ultimamente hanno reso la vita più semplice.
- Ciò a cui sto dando troppa attenzione.
- Quello per cui vorrei avere più spazio.
- Cose che mi mancano, anche se non ne parlo.
- Ciò che è diventato fin troppo normale.
- Quello che sono pronta a fare diversamente.
- Cose che voglio ricordare prima che questa settimana finisca.
Scegli una lista e scrivi tra cinque e dieci voci.
Poi cerchia quella che ti sorprende, ti infastidisce o ti sembra più vera. Usala come punto di partenza per continuare a scrivere.
Scrivi ciò che stavi per dire
Le frasi che non diciamo contengono spesso qualcosa che vale la pena osservare.
Forse hai scelto di non contraddire qualcuno, di non chiedere aiuto, di non correggere una persona, di non ammettere che eri stanca o di non dire che qualcosa era importante per te.
Comincia così:
Quello che stavo per dire era…
Poi continua con:
Perché mi sono fermata?
Che cosa stavo cercando di proteggere?
Che cosa pensavo sarebbe successo se lo avessi detto?
Voglio ancora dirlo?
Esiste un altro modo per esprimerlo?
Questo non significa che ogni pensiero non espresso debba trasformarsi in una conversazione.
Lo scopo è osservare che cosa tendi a correggere, ridimensionare o tenere per te.
Scrivi la domanda prima della risposta
Non devi sempre rispondere immediatamente a una domanda.
A volte la cosa più utile che puoi scrivere è proprio la domanda.
Per esempio:
- Perché quel commento mi è rimasto così impresso?
- Che cosa sto aspettando prima di concedermi di iniziare?
- Quando è diventata una mia responsabilità?
- Che cosa renderebbe più semplice questa decisione?
- Che cosa temo di rimpiangere?
- Che cosa so già, ma continuo a rimettere in discussione?
Scrivi la domanda in cima alla pagina.
Poi annota le parole, i ricordi o le possibilità che ti vengono in mente. Potrai tornarci in un altro momento. Non tutte le pagine devono terminare con una conclusione.
Impara a riconoscere quando fermarti
Non devi portare ogni pensiero fino alla fine.
Fermati quando senti di essere arrivata al limite della tua attenzione, anche se la situazione è ancora irrisolta.
Puoi concludere con:
- Per oggi è abbastanza.
- Voglio tornare a pensarci.
- Non conosco ancora la risposta.
- La parte che voglio ricordare è…
- Adesso mi è più chiaro che…
- Per il momento posso lasciare qui il resto.
Una pagina può rimanere incompleta ed essere comunque utile.
Lo scopo non è produrre un racconto completo della tua vita interiore. È riuscire a vedere una sua parte con un po’ più di chiarezza.
Una pagina semplice per oggi
Quando non sai che cosa scrivere, segui questa breve sequenza:
Che cosa mi è rimasto della giornata di oggi?
Perché potrebbe essermi rimasto?
Voglio ricordare, dire o fare qualcosa a questo proposito?
Puoi rispondere a una sola domanda, a tutte e tre oppure soltanto a una parte.
Non devi arrivare a una nuova consapevolezza ogni volta che apri il diario.
A volte scrivere è semplicemente il momento in cui un pensiero smette di muoversi continuamente nella tua mente e diventa visibile sulla pagina.
Prossimi passi
- Se vuoi partire da una domanda chiara, prova: Domande per il diario per principianti
- Se vuoi fare il punto, prova Guarda indietro, vai avanti: 30 domande per fare il punto
- Se sei all'inizio, leggi Come iniziare a tenere un diario
- Continua con Come mantenere l’abitudine di scrivere un diario, senza pressioni
- Per scegliere il tuo prossimo taccuino: Scopri le nostre Collezioni
